Credits
Luogo: San Quirino, Pordenone
Anni: 2024 (progettazione); 2025 (realizzazione)
Tipo di progetto: Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) per gestione acque reflue e di dilavamento dell’impianto aziendale
Cliente: Cimolai Centro Servizi s.r.l.
Affidamento: Diretto
Dimensione: 7 ha (intero lotto)
Servizi offerti: Progettazione impiantistica, D.L.
Un nuovo sistema di gestione delle acque per uno stabilimento sostenibile
L’intervento realizzato da AISA prevede la revisione e l’adeguamento del sistema di gestione delle acque reflue e meteoriche per l’azienda Cimolai e il relativo centro servizi. La società opera in diversi ambiti dell’ingegneria, dalla progettazione alla costruzione di opere complesse, mentre nello stabilimento di San Quirino, situato a nord della corona urbana pordenonese, si producono manufatti e semilavorati in metallo. Le principali lavorazioni includono pressopiegatura con presse idrauliche, taglio, cianfrinatura e saldatura. L’intervento, conforme al Piano Regionale di Tutela delle Acque (PTRA), riguarda le aree esterne destinate alle lavorazioni e al deposito dei materiali e integra le superfici prima gestite da un’altra azienda, ora collegate ai nuovi impianti (zone 4 e 5). È inoltre prevista una piazzola per il lavaggio dei mezzi aziendali, con trattamento delle acque nelle zone 2 e 6.
Soluzione gestionale adottata
Il progetto introduce un sistema integrato di gestione delle acque reflue e meteoriche, volto a ridurre l’impatto ambientale e garantire il corretto trattamento delle acque di dilavamento. Le principali soluzioni adottate prevedono: la delimitazione dei sottobacini soggetti a dilavamento di sostanze inquinanti; la raccolta delle acque di prima pioggia in vasche a tenuta, trattate con sistemi di dissabbiatura e disoleazione e successivamente inviate all’impianto di depurazione; lo scarico controllato al suolo delle acque depurate; la dispersione nel terreno delle acque di seconda pioggia e delle portate trattate in continuo tramite pozzi perdenti.
Gestione delle acque di lavaggio
La piazzola di lavaggio, destinata esclusivamente ai mezzi aziendali (carrelli elevatori, trattori e rimorchi), è stata progettata per evitare scarichi diretti nel suolo. I lavaggi vengono effettuati solo in assenza di pioggia, per evitare uno scarico nei perdenti; le acque reflue vengono convogliate tutte le allo scolmatore dell’impianto di zona 2, e poi alla vasca di prima pioggia, che consente fino a 17 ore di lavaggio consecutivo. Le acque vengono quindi inviate all’impianto della zona 6, dove subiscono un trattamento completo di dissabbiatura, disoleazione e filtrazione su sabbia e carboni attivi, prima dell’immissione nel suolo tramite pozzi perdenti dedicati.
Gestione delle acque meteoriche di dilavamento
L’impianto adotta una configurazione modulare, con vasche di prima pioggia collegate in serie e vasche di dissabbiatura e disoleazione da 30 l/s installate in parallelo. Le acque raccolte vengono sottoposte a due trattamenti successivi: una prima fase di dissabbiatura e disoleazione, seguita da filtrazione su sabbia quarzifera per rimuovere solidi e residui in sospensione. Questa fase protegge la successiva filtrazione su carbone attivo, che assicura una depurazione più profonda. A valle dell’impianto sono stati previsti pozzetti di campionamento per il controllo della qualità delle acque prima dello scarico al suolo.



































